Gli studenti di Cosenza scendono in piazza contro il carovita: "Adesso contateci, merito e diritti non si toccano"
Mobilitazione di massa nel capoluogo bruzio: gli alunni degli istituti superiori, dal Da Vinci al Nitti, dal Valentini al Pezzullo fino al Fermi, protestano contro i rincari e la precarietà che gravano sui giovani e sulle famiglie.

I giovani di Cosenza fanno sentire la propria voce e scendono in piazza per protestare contro il carovita e le crescenti difficoltà economiche che pesano sugli studenti e sulle loro famiglie. Una mobilitazione partecipata e determinata, che ha visto l'adesione diffusa degli istituti scolastici superiori della città.
Un fronte unito tra le scuole cosentine
La manifestazione ha raccolto una partecipazione ampia e trasversale. Tra le scuole presenti in piazza figurano gli studenti dell'Istituto "Da Vinci", del "Nitti", del "Valentini", del "Pezzullo", del "Fermi" e di numerose altre realtà scolastiche del territorio cosentino.
Al centro delle rivendicazioni vi è il forte disagio generato dai continui rincari che toccano la vita quotidiana, dal materiale didattico ai trasporti, incidendo direttamente sul bilancio delle famiglie e sulle prospettive dei giovani.
"Ci avete insegnato a contare, e adesso contateci!"
La protesta si carica di un forte valore simbolico e generazionale. Tra i messaggi lanciati dai rappresentanti e dagli studenti scesi in strada emerge con forza la richiesta di ascolto da parte delle istituzioni locali e nazionali: «Se non ci ascoltate, la nostra protesta continuerà e la città sentirà la nostra voce! Anche noi abbiamo dei diritti e meritiamo di essere ascoltati».
Un monito chiaro che richiama l'impatto sociale del momento storico: «Ci avete insegnato a contare, e adesso contateci! Perché dietro ogni studente c'è una famiglia, ci sono sacrifici e c'è un futuro che non vogliamo vedere compromesso». I giovani cosentini annunciano che non si fermeranno, chiedendo risposte concrete affinché il diritto allo studio e il futuro delle nuove generazioni non vengano penalizzati dall'emergenza economica.
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