Gran Tour delle Calabrie, oggi l’ultimo atto: le auto storiche salutano la Calabria dopo quattro giorni di viaggio
Dalle vette della Sila al mare di Tropea: quattro giorni tra motori d'epoca, paesaggi e cultura per la tappa conclusiva dell'ASI Circuito Tricolore.

Quattro giorni, circa 280 chilometri e una Calabria da attraversare con lentezza, ascoltando il suono antico di motori che hanno fatto la storia. Si conclude oggi, domenica 4 ottobre, il Gran Tour delle Calabrie, la manifestazione organizzata dalla Scuderia Brutia Historic Cars che suggella il calendario 2026 dell’ASI Circuito Tricolore.
Riconosciuta anche dalla FIVA come evento turistico internazionale, la gara ha visto 50 splendide vetture d’epoca, costruite tra il 1940 e il 2000, sfilare lungo un itinerario spettacolare, capace di cucire insieme i rilievi della Sila e il respiro del Tirreno.
Più che una meta, un viaggio nell'anima del territorio
Tutto è iniziato a Cosenza, dove gli equipaggi sono stati accolti nella cornice di Palazzo Arnone prima di esporre le vetture in Piazza dei Bruzi. Da lì, il motore delle emozioni si è acceso lungo la Rievocazione Storica della Coppa Sila, risalendo la Strada delle Vette e sfiorando i valichi di Montescuro e Botte Donato. Il viaggio è poi proseguito toccando Soveria Mannelli, Lorica, le acque chietine del Lago Arvo, il fascino fermo nel tempo dell'Abbazia di Santa Maria di Corazzo e i panorami di Gizzeria.
Nella giornata di sabato, il paesaggio ha cambiato voce, piegando verso il mare: dagli uliveti e dalle Vigne delle Cantine Statti a Lamezia Terme fino alle scogliere di Ricadi, Parghelia e, infine, le rupi affacciate sul blu di Tropea. Dalla montagna alla costa, la strada ha tenuto insieme mondi e microclimi apparentemente lontani, dimostrando come la Calabria sappia trasformarsi nel giro di pochi chilometri.
Oggi il tour manda a memoria il suo ultimo capitolo con una minicrociera in motonave: un momento di festa per salutare un’esperienza che non ha mai preteso di stilare una classifica o decretare dei vincitori, ma solo di far dialogare cultura, enogastronomia, paesaggio e memoria motoristica.
Auto d'epoca come specchi del tempo e custodi di storie
L’ASI ama definire queste automobili d’epoca "ambasciatrici dei territori", ed è un'immagine quanto mai felice. Una vettura storica porta con sé design, ingegno, estetica e nostalgia. Ma quando ricomincia a macinare asfalto per attraversare un borgo o affrontare i tornanti di una montagna, smette di essere un puro oggetto da collezione e diventa una lente di ingrandimento sul mondo.
Il valore profondo di eventi come il Gran Tour delle Calabrie sta proprio qui: non nell'esibizione, ma nella capacità di rallentare per guardare ciò che ci circonda con un pizzico d'attenzione in più. Il viaggio non è stato pensato soltanto per arrivare a destinazione, ma per valorizzare ciò che accade tra una curva e la successiva, tra un caffè condiviso in una piazzetta e un panorama scorto dal finestrino.
Una riflessione che resta: l'invito a seguire le proprie passioni
Mentre cala il sipario su questa edizione, il Gran Tour lascia in eredità molto più di una sfilata automobilistica. Ci ricorda che ci sono luoghi che non chiedono soltanto di essere visitati, ma di essere vissuti e attraversati a passo mite.
E, forse ancora di più, ci dimostra il potere straordinario delle passioni umane. Che si tratti dell'amore per la cura dei dettagli di una carrozzeria anni Cinquanta, della devozione per la storia locale o della semplice gioia di mettersi al volante e partire, coltivare ciò che fa battere il cuore è il vero segreto per restare vivi.
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