Turismo lento, la Calabria prova a cambiare passo: a Maida il forum sulle quattro stagioni
Il 9 ottobre il Green Road Award in Tour farà tappa in Calabria. Al centro del confronto il Cammino del Normanno, insieme a cicloturismo, cammini, borghi e nuove forme di sviluppo per un territorio da vivere tutto l’anno.

La Calabria ha davanti a sé una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: può il turismo diventare qualcosa che non comincia e finisce con l’estate?
È attorno a questa domanda che venerdì 9 ottobre 2026, alle 9:30, all’Agriturismo Costantino di Maida, si aprirà il forum “Il Futuro del Turismo è lento”, prima tappa calabrese del Green Road Award in Tour, il progetto itinerante dedicato a ciclovie, cammini e ippovie.
Non si parlerà soltanto di percorsi da attraversare. Il tema riguarda una questione più ampia: come fare in modo che chi arriva in Calabria abbia un motivo per fermarsi, conoscere e vivere i territori anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza.
Una Calabria da attraversare, non soltanto da raggiungere
La Calabria viene spesso raccontata attraverso il mare, le montagne, i borghi, la gastronomia e i suoi paesaggi. Il turismo lento prova a mettere insieme questi elementi attraverso un modo diverso di viaggiare.
Un cammino non è soltanto una linea su una mappa. Una ciclovia non è soltanto un itinerario. Dietro un percorso ci sono paesi, persone, attività, paesaggi e storie che possono diventare parte dell’esperienza.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti della discussione: il viaggio non coincide soltanto con la destinazione, ma con tutto ciò che si incontra lungo la strada.
Per una regione come la Calabria, caratterizzata da territori molto diversi e dalla presenza di numerosi piccoli centri, significa interrogarsi sulla possibilità di costruire una proposta turistica capace di mettere in relazione luoghi e comunità.
Naturalmente, avere un cammino o una ciclovia non basta. Servono servizi, organizzazione, accoglienza e una rete di operatori in grado di trasformare un percorso in un’esperienza concreta. Ed è proprio sul rapporto tra queste possibilità e il loro sviluppo che il forum di Maida vuole aprire il confronto.
Il Cammino del Normanno al centro della prima tappa
La scelta della Calabria come prima tappa del Green Road Award in Tour è legata anche al Cammino del Normanno, vincitore del Premio Speciale della Giuria “Cammini” del Green Road Award 2026.
Il riconoscimento diventa così un’occasione per riportare l’attenzione su una Calabria che può essere scoperta anche attraverso i suoi percorsi, i suoi borghi e le sue comunità. C’è una differenza sostanziale tra attraversare velocemente un territorio e percorrerlo lentamente.
Nel secondo caso cambia il rapporto con lo spazio. Si osservano dettagli che normalmente sfuggono, si incontrano luoghi meno conosciuti e si ha la possibilità di fermarsi. È una prospettiva che può avere un valore particolare in una regione dove accanto alle destinazioni più note esistono tanti piccoli centri e aree interne che cercano nuove occasioni di valorizzazione.
La sfida delle quattro stagioni
La cosiddetta destagionalizzazione non riguarda però soltanto il numero di visitatori.
Per un piccolo borgo, una struttura ricettiva, un ristorante, una guida o un produttore locale può essere importante anche riuscire a intercettare presenze in periodi diversi dell’anno. In questo senso, cammini, cicloturismo, attività outdoor, enogastronomia e turismo nei borghi possono rappresentare componenti di un’offerta più articolata.
La sfida, però, è trasformare queste singole opportunità in un sistema.
Perché un visitatore possa davvero scegliere di vivere la Calabria fuori dall’estate servono percorsi accessibili, informazioni, servizi, ospitalità e attività capaci di accompagnarlo durante il viaggio. Il turismo delle quattro stagioni, quindi, non significa semplicemente portare più persone in Calabria. Significa provare a costruire le condizioni perché il territorio possa essere vissuto in momenti diversi e attraverso esperienze diverse.
A Maida esperienze e punti di vista differenti
Il programma del forum mette insieme esperienze diverse del mondo del turismo lento.
Ad aprire i lavori saranno il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e l’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese. Il forum sarà presentato dal giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro.
Il confronto vedrà protagonisti voci ed esperienze di primissimo piano nel panorama della mobilità e dell'accoglienza sostenibile: da Michil Costa, mente e anima della Maratona dles Dolomites, a Giancarlo Brocci, ideatore de L’Eroica; da Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero, a Nico Capogna, CEO di Pin Bike.
A Silvia Livoni, Bike Destination Specialist, spetterà il compito di esplorare le dinamiche e il valore strategico dei territori vocati al cicloturismo, mentre il giornalista Giovanni Moro lancerà una stimolante provocazione con un intervento dal titolo deliberatamente dirompente: "Il turismo lento non esiste".
Una battuta d'arresto apparente che invita, in realtà, a superare le consuete etichette di facciata per entrare nel vivo delle pratiche, dei bisogni e dei significati concreti di questo modo di viaggiare.
La domanda che resta aperta
Il turismo lento non porta con sé ricette pronte né soluzioni immediate per le criticità del territorio calabrese. È, semmai, un invito a cambiare lo sguardo.
Significa smettere di considerare la Calabria soltanto come una meta da raggiungere, e iniziare ad attraversarla; non limitarsi a collezionare un elenco di tappe obbligate, ma mettersi in ascolto di una rete viva di luoghi. Significa anche affrancarsi dal ritmo frenetico dei pochi mesi di alta stagione, scegliendo di seminare esperienze capaci di germogliare e abitare il territorio lungo tutto l'arco dell'anno.
In fin dei conti, la vera scommessa è prima di tutto culturale e identitaria: quale racconto desideriamo offrire di questa terra a chi sceglie di conoscerla? Vogliamo adagiarci sulla narrazione consolidata del turismo balneare e delle cartoline più famose, o abbiamo il coraggio di narrare anche i sentieri meno battuti, il silenzio dei borghi, la custodia dei paesaggi, la ricchezza dei prodotti locali e l'anima delle comunità che continuano a mantenerli vivi?
Un singolo incontro, come il forum di Maida, non può certo esaurire una riflessione così profonda e complessa. Può essere, però, quel primo momento di sosta necessario per tracciare insieme la rotta verso un'altra direzione possibile.
E forse il significato più interessante del turismo lento sta proprio qui: non chiedere necessariamente al territorio di correre dietro al visitatore, ma creare le condizioni perché il visitatore abbia voglia di fermarsi abbastanza da conoscere il territorio.
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