Scritte spray e targhe imbrattate all'Unical: condanna unanime dalle associazioni studentesche
Scritte in vernice verde con l'indicazione di un presidio al Rettorato per il 29 ottobre sono comparse su pareti, pavimentazioni e sulla targa dell'associazione Alfarma ad Arcavacata. La reazione del mondo studentesco: "Protestare sì, imbrattare e distruggere no".

Il campus dell'Università della Calabria ad Arcavacata è stato teatro di una serie di atti vandalici che hanno colpito diverse strutture e sedi associative. Sulle pareti dell'Ateneo, sulle pavimentazioni e sulla targa ufficiale dell'associazione studentesca Alfarma sono comparse scritte realizzate con vernice spray di colore verde.
Le scritte e il richiamo alla protesta al Rettorato
Nello specifico, oltre al danneggiamento della segnaletica di Alfarma imbrattata con simboli politici, gli autori dei gesti hanno tracciato in grande la scritta «29/10 RETTORATO» sia sulla pavimentazione esterna sia sui muri dell'infrastruttura universitaria. Un messaggio che fa evidente riferimento a una chiamata a raccogliersi in protesta o presidio di fronte alla sede centrale dell'Ateneo per la giornata del 29 ottobre.
La reazione e la condanna del mondo studentesco
L'episodio ha scatenato la reazione immediata e coordinata di diverse realtà associative del campus. L'associazione Alfarma ha espresso la propria ferma condanna sui social affermando: «Le idee si difendono con le idee, i diritti si rivendicano con la partecipazione» e ribadendo il concetto «Protestare sì, imbrattare e distruggere no».
Sulla stessa linea d'onda si sono espresse anche le varie associazioni studentesche dell'ateneo, che hanno preso nettamente le distanze dall'accaduto commentando: «Manifestare è un diritto fondamentale, ma nessuna protesta può giustificare atti di vandalismo e distruzione ai danni degli spazi universitari».
L'accaduto riapre la discussione all'interno dell'Ateneo sul rispetto dei beni comuni e sulla necessità di mantenere la dialettica politica e le rivendicazioni all'interno dei binari del confronto civile, senza danneggiare il patrimonio universitario utilizzato quotidianamente da tutta la comunità studentesca.
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