Unical, XXV Congresso oculisti calabresi: miopia e IA
Due giornate nell'Aula Magna dell'ateneo con specialisti da tutta Italia su chirurgia, prevenzione e nuove tecnologie.

Le sessioni congressuali hanno esplorato a fondo tematiche di primaria rilevanza quali la chirurgia della cataratta e della retina, le patologie della cornea, la gestione complessa del glaucoma e i disturbi degli annessi oculari. Un'attenzione specifica e prioritaria è stata riservata alla salute visiva dell'infanzia e alla prevenzione precoce, tema oggi più che mai cruciale per le famiglie e la comunità locale.
Nel corso dei lavori, il professor Paolo Nucci, docente dell'Università di Milano, ha lanciato un monito chiaro riguardo alla salute visiva delle nuove generazioni: la miopia non può più essere considerata un semplice difetto di rifrazione, ma una vera e propria condizione patologica. Un fenomeno che registra valori elevati e preoccupanti già in bambini molto piccoli, imponendo uno screening tempestivo e strategie di prevenzione strutturate sin dai primi anni di vita.
L'Intelligenza Artificiale come supporto: la riflessione dell'Unical
Oltre agli aspetti clinici e chirurgici, il convegno ha aperto un'ampia finestra di riflessione sul ruolo delle nuove tecnologie nel settore sanitario. Il professor Domenico Talìa dell'Università della Calabria ha evidenziato come l'Intelligenza Artificiale stia ridefinendo i confini e le competenze della professione: la tecnologia non si sostituisce all'algoritmo umano né alla sensibilità del clinico, ma diventa uno strumento indispensabile di affiancamento. Nel contesto moderno, l'operatore sanitario capace di integrare l'IA nei processi diagnostici e terapeutici è destinato a guidare l'innovazione, superando chi rinuncia all'aggiornamento tecnologico.
L'impegno delle istituzioni del territorio
L'appuntamento ha visto la partecipazione attiva dei rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il sindaco di Cosenza Franz Caruso e l'assessore alla Sanità del Comune di Rende Federico Jorio. La presenza dei vertici amministrativi dell'area urbana conferma la volontà di fare rete tra ricerca universitaria, medicina specialistica e territorio, garantendo ai cittadini e ai pazienti risposte sanitarie sempre più avanzate e accessibili.
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