AMACO chiude, dal 1° ottobre stop ai bus a Cosenza: corsa contro il tempo per evitare il vuoto nel trasporto pubblico
L’azienda terminerà definitivamente l’esercizio il 30 settembre nell’ambito della liquidazione giudiziale. Regione e Comune lavorano a una soluzione con COMETRA per garantire la continuità del servizio e tutelare i lavoratori.

Dal 1° ottobre 2026 AMACO non gestirà più il servizio di trasporto pubblico locale a Cosenza. Non si tratta di una sospensione temporanea: l’azienda ha comunicato ufficialmente che la prosecuzione dell’esercizio d’impresa terminerà definitivamente il 30 settembre, nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale n. 30/2023 pendente davanti al Tribunale di Cosenza.
Dal giorno successivo saranno quindi interrotte tutte le linee e i collegamenti attualmente gestiti da AMACO. L’azienda ha già sollecitato le istituzioni e gli enti territoriali competenti affinché vengano adottate le misure necessarie per organizzare eventuali servizi sostitutivi e limitare i disagi per i cittadini.
La domanda che interessa migliaia di utenti è inevitabile: cosa succederà dal 1° ottobre?
Al momento dell’annuncio di AMACO non è stato pubblicato un programma operativo con nuove linee, orari e corse sostitutive già definite. Questo, però, non significa necessariamente che Cosenza rimarrà senza autobus: parallelamente alla cessazione dell’azienda è in corso una corsa contro il tempo per garantire la continuità del trasporto pubblico.
Uno degli scenari sul tavolo riguarda COMETRA. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, il consorzio ha valutato la possibilità di assumere direttamente il servizio di TPL nel bacino urbano di Cosenza a partire dal 1° ottobre. La proposta è strettamente collegata anche al futuro dei dipendenti AMACO.
La Regione Calabria ha fatto sapere di aver avviato, insieme al Comune di Cosenza, un percorso per individuare una soluzione in grado di assicurare sia la continuità del servizio sia la tutela occupazionale. Nel confronto è coinvolta proprio COMETRA.
La questione dei lavoratori rappresenta infatti l’altro grande nodo della vicenda. Con la conclusione dell’esercizio è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo. A metà settembre la fase di confronto si era conclusa senza accordo e la Curatela aveva disposto l’invio delle comunicazioni di recesso, lasciando tuttavia aperta la possibilità di sviluppi legati al subentro nel servizio e al riassorbimento del personale.
La fine di AMACO arriva dopo una lunga crisi. Già nella documentazione della procedura competitiva per la vendita del ramo TPL era indicata la cessazione dell’esercizio provvisorio al 30 settembre 2026. I precedenti tentativi di affitto e vendita del ramo d’azienda non avevano portato alla soluzione definitiva auspicata.
Adesso, però, quella che per mesi è stata una scadenza amministrativa diventa un problema concreto per la città.
Studenti, lavoratori, anziani e cittadini che utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico hanno bisogno di sapere chi effettuerà le corse dal 1° ottobre, quali linee saranno garantite, con quali orari e cosa accadrà ad abbonamenti e titoli di viaggio.
Sono risposte che diventano urgenti a pochi giorni dalla cessazione del servizio AMACO.
Una cosa, al momento, è certa: il 30 settembre si chiuderà definitivamente la storia dell’esercizio AMACO così come conosciuto fino a oggi. La partita decisiva riguarda ora ciò che accadrà dal giorno successivo e la capacità delle istituzioni di evitare che la fine di un’azienda si trasformi in un vuoto nel diritto alla mobilità dei cittadini.
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