Società

Serbia, gli studenti vincono le elezioni e sconfiggono Vučić dopo anni di proteste

Nata dalle mobilitazioni universitarie contro la corruzione dopo la tragedia di Novi Sad, la Lista degli Studenti conquista la maggioranza parlamentare con oltre il 52% dei voti. Aleksandar Vučić ammette la sconfitta: una generazione di giovani protagonisti cambia gli equilibri politici del Paese.

Ferruccio GrecoFounder28 ottobre 20265 min di lettura
Serbia, gli studenti vincono le elezioni e sconfiggono Vučić dopo anni di proteste

Dalle università al Parlamento: come gli studenti serbi hanno sconfitto Vučić

Sono partiti dalle università, hanno occupato le facoltà, organizzato manifestazioni e coinvolto migliaia di cittadini. Quasi due anni dopo, il movimento studentesco serbo ha raggiunto un risultato che ha cambiato gli equilibri politici del Paese: vincere le elezioni parlamentari e sconfiggere la coalizione di Aleksandar Vučić.

Domenica 25 ottobre 2026, la Lista degli Studenti, Studentska lista – Studenti pobeđuju, ha conquistato la maggioranza dei voti nelle elezioni anticipate della Serbia.

Secondo i risultati preliminari diffusi il 26 ottobre dalla Commissione elettorale nazionale, il movimento ha ottenuto il 52,71% dei consensi e 140 seggi sui 250 dell'Assemblea nazionale.

La lista Aleksandar Vučić – Serbia Unita si è fermata al 39,17%, conquistando 104 seggi.

Un risultato che mette fine alla maggioranza parlamentare del blocco politico legato a Vučić e apre una nuova fase per il Paese balcanico.

Tutto è cominciato con una tragedia: i 16 morti di Novi Sad

Per comprendere la vittoria degli studenti bisogna tornare al 1° novembre 2024.

Quel giorno, il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad provocò una tragedia che costò la vita a 16 persone.

L'episodio suscitò indignazione e interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla gestione degli appalti pubblici e sulle responsabilità delle istituzioni.

Gli studenti universitari iniziarono a mobilitarsi chiedendo trasparenza nelle indagini e l'accertamento delle responsabilità.

Le proteste si estesero progressivamente oltre gli atenei, coinvolgendo docenti, professionisti, lavoratori e cittadini.

Quella che inizialmente era una richiesta di giustizia per le vittime diventò una contestazione più ampia contro la corruzione e il funzionamento delle istituzioni serbe.

Le università diventano il centro della mobilitazione

Uno degli elementi distintivi del movimento è stata la sua organizzazione.

Le assemblee universitarie hanno assunto un ruolo centrale nelle decisioni collettive, contribuendo a costruire una mobilitazione senza una leadership personale tradizionale.

Gli studenti hanno organizzato blocchi delle facoltà, cortei, incontri pubblici e iniziative di sensibilizzazione.

La protesta è riuscita così a coinvolgere una parte della società molto più ampia della popolazione universitaria.

Il movimento non si è limitato a chiedere cambiamenti dall'esterno: nel corso del 2026 ha deciso di sostenere una propria lista elettorale, trasformando la mobilitazione in una proposta politica.

Un passaggio decisivo, perché ha consentito alle richieste avanzate nelle piazze di essere sottoposte direttamente al voto dei cittadini.

Una lista nata dagli studenti, ma aperta alla società civile

La Lista degli Studenti non è stata costruita come un partito tradizionale.

I candidati sono stati selezionati attraverso le assemblee universitarie, ma non erano necessariamente studenti.

Tra le personalità coinvolte figurano professionisti ed esponenti della società civile, tra cui il cardiologo Ilija Srđanović, l'ex governatore della banca centrale Dejan Šoškić e l'ex cestista Dejan Bodiroga.

La scelta di sostenere candidati provenienti da esperienze differenti ha permesso al movimento di presentarsi come una proposta di cambiamento istituzionale, senza identificarsi esclusivamente con una singola figura politica.

Al momento della vittoria elettorale, la lista non aveva ancora indicato definitivamente il futuro presidente del Governo.

La sua affermazione apre quindi anche una fase di confronto interno sulla composizione dell'esecutivo e sulle priorità da affrontare.

Il 25 ottobre la svolta: oltre due milioni di voti agli studenti

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La Lista degli Studenti ha raccolto oltre 2,26 milioni di voti, contro circa 1,68 milioni ottenuti dalla coalizione di Vučić.

La partecipazione elettorale è stata particolarmente elevata: secondo le stime degli osservatori indipendenti di CRTA, l'affluenza ha raggiunto circa il 69%.

Il movimento è riuscito a ottenere una maggioranza parlamentare autonoma, superando la soglia dei 126 seggi necessari nell'Assemblea nazionale serba.

Il risultato è stato riconosciuto dallo stesso Vučić, che nella serata elettorale ha ammesso pubblicamente la sconfitta della propria lista.

A Belgrado migliaia di persone sono scese nelle strade per festeggiare, mentre i sostenitori del movimento celebravano il passaggio dalle proteste universitarie alla vittoria elettorale.

Vučić sconfitto: cosa cambia davvero in Serbia?

La vittoria studentesca segna la sconfitta elettorale della coalizione che ha dominato la politica serba per oltre un decennio.

È però importante distinguere il risultato delle elezioni parlamentari dal completamento della transizione istituzionale.

La Lista degli Studenti ha ottenuto la maggioranza necessaria per formare un Governo, ma la certificazione definitiva dei risultati e la formazione del nuovo esecutivo richiedono ulteriori passaggi.

Inoltre, la vittoria parlamentare non equivale automaticamente alla rimozione del presidente della Repubblica: le due cariche seguono procedure istituzionali differenti.

Le principali sfide della nuova maggioranza riguardano la lotta alla corruzione, l'indipendenza della magistratura, la libertà dei media e il rafforzamento delle istituzioni democratiche.

Resta anche da definire una linea condivisa sui rapporti internazionali, compresi quelli con l'Unione europea, la Russia e il Kosovo.

Una lezione anche per il mondo universitario italiano

La vicenda serba pone una questione che riguarda il ruolo delle università nella società.

Gli studenti non sono stati soltanto partecipanti a una protesta: hanno costruito un'organizzazione, mantenuto viva una mobilitazione per quasi due anni e contribuito alla formazione di un'alternativa elettorale.

Il percorso non è stato immediato. È passato attraverso assemblee, manifestazioni, momenti di tensione e la ricerca di un consenso capace di superare i confini dei campus.

Il caso dimostra come una mobilitazione nata all'interno delle università possa incidere sulla vita politica nazionale quando riesce a coinvolgere una parte più ampia della popolazione.

Un tema di particolare interesse anche per gli studenti italiani, chiamati quotidianamente a confrontarsi con questioni che riguardano il diritto allo studio, la rappresentanza, la partecipazione e il rapporto con le istituzioni.

Dalla protesta alla responsabilità di governare

La vittoria della Lista degli Studenti rappresenta un passaggio storico per la Serbia, ma anche l'inizio di una fase complessa.

Il movimento dovrà ora confrontarsi con responsabilità differenti da quelle affrontate durante le proteste: costruire una maggioranza operativa, individuare un Governo e tradurre le richieste di cambiamento in decisioni concrete.

Le aspettative sono elevate, soprattutto tra quanti hanno partecipato alle mobilitazioni nate dopo la tragedia di Novi Sad.

Il 25 ottobre 2026 resterà comunque una data significativa nella storia politica serba: un movimento nato nelle università è riuscito a conquistare la maggioranza parlamentare e a interrompere il predominio elettorale del blocco di Vučić.

Dalle aule alle piazze, fino alle urne: gli studenti serbi hanno trasformato una protesta in una vittoria elettorale. Il prossimo passaggio sarà dimostrare come questa maggioranza intenda governare.

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