Innovazione digitale e beni culturali: il rettore Gianluigi Greco presenta lo storico vertice CRUI-MiC all'Unical
Il 5 novembre il Teatro Auditorium dell'Università della Calabria ospita la plenaria aperta al territorio e alle scuole, culminando nella firma del protocollo d'intesa nazionale tra la Conferenza dei Rettori e il Ministero della Cultura.

Il campus di Arcavacata si conferma epicentro del dibattito nazionale sull'innovazione e sulla valorizzazione dei beni culturali. Mercoledì 5 novembre, il Teatro Auditorium UniCal (TAU) ospiterà la prima plenaria aperta alle scuole, agli enti locali e al territorio, un evento che suggella un percorso di lavoro sinergico e culminerà nella firma ufficiale di un protocollo d'intesa nazionale tra la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e il MiC (Ministero della Cultura).
L'iniziativa nasce con un obiettivo strategico ben preciso: superare la frammentazione delle singole iniziative e mettere a sistema le competenze tecnologiche e umanistiche del Paese, dando vita a una regia unitaria per guidare la trasformazione digitale nel settore culturale.
Una sinergia inedita tra università e istituzioni
A rendere l'appuntamento eccezionale è la formula adottata: per la prima volta si riuniscono allo stesso tavolo due commissioni tematiche della CRUI, ovvero la Commissione Musei e la Commissione ICT, presieduta dal rettore dell'Unical Gianluigi Greco. Dopo una sessione tecnica a porte chiuse programmata per il 4 novembre, i delegati presenteranno le linee operative in un evento pubblico, inaugurando una metodologia di lavoro aperta e trasparente con la società civile.
«La scelta della Conferenza dei Rettori di affidare al nostro ateneo l'organizzazione di un evento di tale portata ci riempie di orgoglio – ha dichiarato il rettore Gianluigi Greco –. È il primo appuntamento di questo livello promosso dalla CRUI nel nostro territorio, una scelta non casuale che riconosce la vocazione del nostro campus generalista, capace di unire sotto lo stesso tetto le competenze tecnologiche più avanzate e quelle umanistiche. Siamo fieri di poter offrire il luogo ideale per far dialogare l'anima digitale con la cura del patrimonio culturale del Paese».
Sulla stessa linea la presidente della CRUI, Laura Ramaciotti, che ha sottolineato come la digitalizzazione permetta di conoscere profondamente ciò che custodiamo e di renderlo accessibile a un pubblico più ampio, mettendo in rete patrimoni e competenze che finora hanno lavorato separatamente.
Il programma della plenaria al TAU
I lavori del 5 novembre prenderanno il via alle ore 9:15 al TAU con i saluti istituzionali affidati al rettore Gianluigi Greco, alla presidente Laura Ramaciotti e al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. La mattinata vedrà il coinvolgimento diretto di una selezione di scuole e istituzioni locali, chiamate a confrontarsi con accademici, esperti e dirigenti.
Tra i temi al centro degli interventi figurano le infrastrutture in cloud, il supercalcolo e l'applicazione dell'intelligenza artificiale ai beni culturali, grazie ai contributi di specialisti del CNR e del CINECA. Ampio spazio sarà inoltre dedicato ai nuovi linguaggi comunicativi, dai casi di studio sull'incontro tra futuro digitale e l'arte orafa di Gerardo Sacco all'utilizzo dei podcast culturali, e a una tavola rotonda con le direzioni museali, i parchi archeologici e le soprintendenze territoriali.
La mattinata si concluderà alle 12:45 con la ratifica ufficiale del percorso attraverso la sottoscrizione del protocollo d'intesa CRUI-MiC, che renderà operativa questa nuova e strategica alleanza istituzionale.
La tecnologia al servizio della nostra identità
Portare un vertice di rilevanza nazionale come quello tra CRUI e Ministero della Cultura all'interno di un ateneo del Mezzogiorno non è soltanto un prestigioso riconoscimento accademico: è una dichiarazione di campo. Significa dimostrare che la Calabria e l'Unical non recitano un ruolo marginale nella transizione digitale, ma possono guidare i processi di innovazione che ridisegneranno la tutela e la fruizione del patrimonio storico italiano.
La sfida della digitalizzazione non si riduce a un esercizio di stile tecnologico; è lo strumento più potente che abbiamo per abbattere le distanze geografiche, educare le nuove generazioni alla bellezza e restituire nuova vita ai tesori diffusi nei nostri territori.
Unire le competenze algoritmiche dell'ICT con la profondità della ricerca umanistica nel cuore di un campus universitario rappresenta la risposta più concreta per fare della cultura il vero motore di sviluppo e riscatto del nostro Paese.
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