Inseguito e speronato dopo un sorpasso: la notte assurda di un nostro lettore
Il racconto di un nostro follower che denuncia una violenta aggressione stradale avvenuta tra Zumpano e Rende. Sulla vicenda è stata presentata denuncia e sono intervenuti i Carabinieri.

Il seguente testo ci è stato inviato da un nostro follower con preghiera di diffusione. Lo pubblichiamo integralmente. La vicenda è oggetto di una regolare denuncia alle autorità competenti.
Voglio raccontare pubblicamente quanto mi è accaduto, perché quello che ho vissuto non può passare sotto silenzio.
Stavo rientrando da Zumpano e mi trovavo nei pressi della rotonda che porta verso Rende. Già all’interno della rotonda avevo notato un’auto procedere in modo anomalo: sembrava quasi ferma, non manteneva una guida regolare e, a un certo punto, ha tagliato la strada immettendosi davanti a me, proseguendo in direzione Rende.
Io sono rimasto dietro e, appena è stato possibile farlo in sicurezza, ho effettuato un normalissimo sorpasso. Un sorpasso tranquillo, senza clacson, senza gesti, senza provocazioni e senza alcun atteggiamento aggressivo.
Da quel momento, però, la situazione è degenerata in maniera violentissima.
Dopo il mio sorpasso, il conducente dell’altra auto mi ha nuovamente superato in modo estremamente pericoloso, arrivando anche a toccare la mia macchina, probabilmente nella parte posteriore. Subito dopo ha iniziato a frenare davanti a me e a compiere manovre con il chiaro intento di costringermi a fermarmi.
Io, rendendomi conto del pericolo, ho cercato di mantenere la calma e di allontanarmi. A un certo punto lui si è accostato sulla destra. Io ho rallentato facendo quasi finta di fermarmi, ma sono ripartito subito proprio per evitare che potesse scendere dall’auto e raggiungermi.
Nonostante questo, l’uomo è ripartito immediatamente a forte velocità e ha iniziato ad affiancarsi alla mia macchina, tentando più volte di chiudermi la strada e sterzando verso di me. La situazione è diventata sempre più pericolosa.
Arrivato alla rotonda successiva, nella zona dell’Elefante Cash and Carry, ho cercato di prendere tempo e di sottrarmi alla sua guida aggressiva. Ho percorso la rotonda più volte e poi ho invertito la direzione, tornando verso Zumpano/Cosenza, nel tentativo di allontanarmi e mettermi in salvo.
A quel punto l’uomo ha iniziato a speronarmi ripetutamente. Mi si è affiancato con l’auto e ha colpito più volte la mia macchina lateralmente, con una violenza crescente. Dopo diversi urti, mi ha dato una botta molto forte, facendomi finire contro il guardrail e causando la rotazione della mia auto.
In quel momento ero terrorizzato. Fortunatamente la mia ragazza, che era con me, era riuscita a chiamare i miei genitori e mio fratello, che si trovavano poco distanti perché stavano rientrando da un compleanno.
Nonostante l’urto contro il guardrail e lo shock, sono riuscito a far ripartire la macchina e a continuare a muovermi, cercando solo di salvarmi. Ho imboccato nuovamente la rotonda e sono risalito verso Zumpano/Cosenza, pensando di raggiungere casa di mio fratello. Nel frattempo, però, ho saputo che i miei genitori e mio fratello non erano più in quella zona, ma si erano spostati verso il supermercato. Per questo sono ridisceso.
Durante queste manovre, l’uomo ha tentato anche di provocare un frontale con la mia auto. Io sono riuscito a schivarlo per pochissimo.
Successivamente sono tornato sulla strada lunga che porta verso il Cinema Andromeda. Anche lì l’uomo ha continuato a inseguirmi e a colpire la mia macchina più volte. Mi ha speronato ripetutamente sulla fiancata e sulla portiera, mettendo a rischio non solo la mia vita e quella della mia ragazza, ma anche quella di altre persone presenti sulla strada.
In un momento particolarmente pericoloso, la sua condotta ha rischiato di provocare un frontale con un’altra auto, a bordo della quale c’erano dei ragazzi. Quei ragazzi si sono poi fermati e sono rimasti come testimoni di quanto accaduto.
La persecuzione è continuata fino a poco prima del Cinema Andromeda, dove l’uomo è riuscito a colpirmi nuovamente con violenza, facendomi finire nell’altra corsia e poi in mezzo alle piante. A quel punto la mia macchina non era più in condizioni di ripartire.
Non era finita lì.
L’uomo è sceso dalla sua auto e si è diretto verso la mia macchina. In quel momento ho realmente pensato che volesse uccidermi. Ero bloccato, scioccato, terrorizzato, con la mia ragazza in macchina. Non sapevo più cosa potesse succedere.
Per fortuna, proprio in quel momento, sono arrivati mio fratello e i miei genitori, che sono riusciti a intervenire e a bloccarlo prima che la situazione potesse peggiorare ulteriormente.
Poco dopo sono arrivati i Carabinieri e i soccorsi. La situazione è stata presa in carico dalle forze dell’ordine e, da quanto mi è stato riferito, nei confronti dell’uomo sarebbe stato disposto l’arresto, con procedimento per direttissima.
Io ho già sporto denuncia. Ho le foto dell’auto distrutta, ho documentazione sull’accaduto, ho testimoni e avrò anche il referto medico. Dai controlli effettuati sono risultato completamente negativo sia all’alcoltest sia al tossicologico.
Racconto tutto questo perché voglio metterci la faccia.
Non è accettabile che una persona, dopo un sorpasso normale e privo di qualsiasi provocazione, possa ritrovarsi inseguita, speronata, mandata contro il guardrail e poi fuori strada. Non è accettabile che un uomo adulto possa mettere a rischio la vita di due ragazzi di vent’anni per strada, in pieno traffico, coinvolgendo anche altre auto e altre persone innocenti.
Poteva finire in tragedia.
Io e la mia ragazza siamo vivi per miracolo.
Voglio che questa storia venga raccontata, che giri, che si sappia. Voglio che le persone facciano attenzione, che episodi del genere non vengano minimizzati e che chi compie atti simili risponda fino in fondo delle proprie azioni.
Questa non è stata una semplice lite stradale. È stata una vera e propria aggressione su strada, durata diversi minuti, con inseguimenti, speronamenti, tentativi di chiusura, urti violenti e il rischio concreto di perdere la vita.
Lettera firmata: Mattia C.
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