Caro gasolio agricolo, la Regione Calabria stanzia 5 milioni per i rimborsi alle imprese e chiede fondi a Bruxelles
L'assessore Gianluca Gallo annuncia misure straordinarie per calmierare il prezzo del carburante a circa 0,94 euro al litro per il periodo tra marzo e settembre. In campo anche l'asse con le altre regioni meridionali e la richiesta di un tavolo con la GDO.

Nel pieno della mobilitazione che sta attraversando la Calabria contro l'impennata dei costi energetici, arrivano le prime risposte concrete per il mondo agricolo. Di fronte alla crisi innescata dal caro carburanti e alle proteste montate nelle ultime settimane, la Regione Calabria ha deciso di scendere in campo con un intervento mirato per alleggerire i costi di produzione delle aziende.
L'assessorato regionale all'Agricoltura ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euro da parte della Giunta Occhiuto, finalizzati a coprire la differenza sui costi del gasolio agricolo sostenuti dalle imprese nel periodo compreso tra marzo e settembre. Grazie all'azione congiunta tra le risorse regionali e il credito d'imposta statale, l'obiettivo è abbattere il prezzo del carburante a circa 0,94 euro al litro, erogando gli importi direttamente sui conti correnti delle aziende tramite Arcea.
Verso Bruxelles: la richiesta di fondi straordinari dal CSR
La misura tampone, per quanto fondamentale per dare sollievo immediato ai produttori, non viene considerata sufficiente per risolvere le criticità strutturali del settore. L'assessore regionale Gianluca Gallo ha infatti avviato un'azione diplomatica e politica congiunta con le regioni Puglia, Campania e Basilicata per avanzare una richiesta formale all'Unione Europea.
L'obiettivo è ottenere l'autorizzazione per utilizzare parte delle risorse del Complemento per lo sviluppo rurale (CSR) 2023-2027 come ristoro per i maggiori costi energetici, replicando un modello di sostegno già sperimentato con successo durante gli anni della pandemia. Un'istanza che punta a mobilitare nuove risorse comunitarie per proteggere la filiera agroalimentare meridionale.
Concorrenza sleale e il nodo della Grande Distribuzione
Accanto ai rimborsi immediati e alla trattativa europea, la Regione pone l'accento sulla necessità di riforme strutturali per tutelare la produzione locale. Sul tavolo restano la forte preoccupazione per la concorrenza sleale derivante dalle importazioni da Paesi terzi, spesso non soggetti agli stessi vincoli normativi e ambientali imposti ai produttori comunitari, e l'urgenza di regolamentare i rapporti di filiera.
In questa direzione, l'assessorato ha richiesto l'apertura di un tavolo di concertazione nazionale con la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con la proposta di introdurre un prezzo minimo garantito per le produzioni agricole. Una misura indispensabile per impedire che il lavoro degli agricoltori venga svenduto e per garantire la sopravvivenza economica delle aziende di fronte alle fluttuazioni del mercato globale.
Il valore strategico della terra e chi la coltiva
Quando il prezzo del carburante e dell'energia minacciano di bloccare i trattori e spegnere le campagne, a rischiare non è soltanto il bilancio di una singola azienda, ma la sicurezza alimentare e la sovranità economica di un intero territorio. Le misure messe in campo dalla Regione Calabria rappresentano un passo avanti fondamentale per disinnescare la rabbia sociale e dare ossigeno a chi produce ogni giorno eccellenze. Tuttavia, gli aiuti economici spot non possono bastare.
La crisi del settore primario ci ricorda che l'agricoltura non è una variabile economica marginale, ma la spina dorsale della nostra identità e della nostra economia.
Sostenere concretamente gli agricoltori, pretendere regole eque sui mercati internazionali e garantire la giusta remunerazione del lavoro nei canali della GDO sono le uniche strade percorribili per evitare che la Calabria perda il suo patrimonio rurale più autentico.
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